CAMPO DONNE E UOMINI TRA I 30 E OLTRE...
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La qualità delle nostre relazioni.21 - 25 aprile 2006
"Intesa, sintonia e gioia nei nostri incontri"
Vi ricordate? La nostra generazione ha condiviso anche questa canzone di Battiato, come altre canzoni che parlavano di "emozioni".
Mi è venuta in mente questa canzone riflettendo sui metodi che abbiamo usato nella preparazione dei "campi" in questi anni.
Preparando i "campi" ad Agape, di anno in anno nel filone che riguarda la soggettività dell'adulto visto nel contesto generale politico e sociale, ci siamo chiesti come la memoria , sorella della tradizione, possa diventare fonte di rinnovamento e ricchezza e come Agape possa contribuire a tutto questo. Nella ricerca di un "centro di gravità permanente" molte persone percorrono una strada lastricata di scambi di ricordi, condivisione di nostalgie che "scaldano il cuore" e confortano. Altri non amano percorrere la strada del ricordo : pensano sia meglio evitare di soffrire inutilmente ripescando nella memoria sogni e progetti non realizzati, equilibri non raggiunti... eppure non possiamo sfuggire dal passato, da quello che è stata comunque la nostra vita.
Esiste un modo per trarre linfa nuova dalle nostre radici, senza perdere energie su strade secche e dolorose, in una direzione in cui essere adulti , con il contributo del tempo, diventa solo vecchiaia e non saggezza?
Ci viene il dubbio che non sia possibile mettere in equilibrio il "nostro mondo" interiore escludendo il disequilibrio del "mondo esteriore" : è necessario tenere conto del contesto in cui si vive, delle componenti politiche, sociali, economiche e culturali. Esiste un punto, "un centro di gravità" che tenga insieme tutto questo? Che colleghi memoria, tradizione , speranza e futuro, pubblico e privato? E' un piccolo punto, come un sassolino che non possiamo afferrare, possedere, fare nostro, comprare, trattenere.....certo una strada stretta.
In un mondo in cui parole come psicologia , intimità, segreto, sentimento, emozione...sembrano diventate cibo efficace per vendere piuttosto che per comunicare, vogliamo ritrovare un senso autentico nella nostra vita interiore, un "centro di gravità permanente".
La Bibbia ci parla di strade strette e penso ad un "centro di gravità" piccolo in equilibrio con il grande mondo; la Bibbia stessa e la teologia possono essere da guida. Abbiamo voluto vivere ad Agape (dove è scritto "l'Agape non verrà mai meno" ) esperienze che conducano più vicino a quel punto; abbiamo affrontato anche domande scomode, che riguardano i labirinti , i dilemmi e i paradossi, percorrendo la distanza tra due polarità, tra individuo e mondo, solitudine e cittadinanza, passato e futuro, serietà e follia, gioco e realtà, fede e disperazione...
In questi anni il tema del campo era la traccia per la nostra ricerca : abbiamo valorizzato le comunicazioni tra i campisti e tra noi e i campisti, alla ricerca di verità aperte , non rigide ed assolute. Il punto di partenza è stata la nostra esperienza, la direzione un onesto interrogarsi.
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Sul cammino della ricerca in merito alle relazioni affettive, alle passioni e incanti e disincanti degli adulti, alla leggerezza del gioco , per quest'anno vogliamo immaginare una certa qualità di comunicazione e di esperienza : quel lampo della comunicazione più intensa, quell'energia che si sprigiona nell'attimo, nel momento in cui possiamo dire "eccoci, ora siamo veramente insieme , il nostro incontro è fatto di gioia e sintonia".
La nostra vita passata e presente è intessuta di relazioni interpersonali e alcune sono certamente più significative e piacevoli di altre; abbiamo momenti di dialogo e contatto con un'altra persona in cui sentiamo sintonia, gioia, serenità; momenti che donano un gusto, una luce speciale al gioco delle nostre relazioni.
Vogliamo provare a raccontarci questi momenti, scoprire nuove trame, nuove immagini, cercando di mantenere quanto abbiamo acquisito attraverso il gioco lo scorso anno! Capiremo maggiormente cosa facilita l'incontro piacevole e favorisce la gioia.
Per rendere viva e non noiosa la "cultura" abbiamo immaginato le arti stesse come personaggi, che trovano, a loro volta, un modo piacevole e sintonico di stare insieme … la letteratura con il teatro, il cinema con la musica, il gioco con l’arte. In questa veste la "cultura" può prendere un aspetto più "umano", non cattedratico . Nei quadri neoclassici l'arte, vista come personaggio mitologico, diventava lontano dall'umano; noi invece vogliamo trasformarla con la fantasia in semplice personaggio e farla diventare un essere eventualmente simpatico , che ha da dirci qualcosa di interessante ; l'arte in veste di personaggio possiede indipendenza e suscettibilità, non accolta e ricevuta nel modo giusto può rimanere infatti muta ed infeconda . Nel corso del nostro campo giocheremo con questi personaggi.
Immagini, storie, racconti, favole e sogni sono il tramite attraverso il quale scoprire verità aperte, non rigide, non assolute e definitive.
Le relazioni stesse tra di noi in queste giornate speriamo diventino significative, con un timbro ed un colore piacevole .
21 aprile 2006
Sera: presentazione di Agape, del campo, dei campisti, della staff
22 aprile 2006
Mattina letteratura-psicologia-teatro : esposizione e gioco guidato da Giovanna Gay ( la relazione tra Dante e Beatrice).
Pomeriggio: laboratorio teatrale, approfondimento della conoscenza in gruppi.
Sera : incontro con l'altro campo ( "uomini e sguardo sul maschile").
23 aprile 2006
Mattina : gioco con la fiaba e rappresentazione in gruppo di una fiaba significativa guidata da Marianna Massimello e Massimo Poglio: il racconto, la storia che raccoglie le persone intorno al fuoco della sera...
Pomeriggio : spunti di riflessione su quanto sperimentato nella mattinata e laboratorio in gruppi;
24 aprile 2006
Mattina : spunti di riflessione su relazioni piacevoli tratte dal cinema che si incontra con la musica ; esperienze in gruppo.
Pomeriggio: conclusioni , culto ecumenico. serata di festa.
25 aprile 2006
Mattina: saluti, valutazioni e partenza dopo pranzo
La staff
Livia Gay, Claudio Giovannini, Carlo Senore
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