Il centro ha come attività principale l’organizzazione di seminari e incontri che si svolgono nei periodi della vacanze scolastiche, secondo uno schema collaudato negli anni, che vede un’alternanza di seminari nazionali e internazionali, per adulti e per giovani.
Le linee di lavoro cui ancora oggi è improntata l’attività del centro si sono definite intorno agli anni ’50 e ’60:
-formazione giovanile;
- ricerca culturale “di frontiera”, principalmente sui nodi tematici che collegano fede ed etica, fede e politica;
- sperimentazione di una vita comunitaria, nell’ipotesi di un incontro fra culture e religioni, vissuto in modo laico, attraverso un comune impegno di lavoro basato su una forte motivazione etica.
GLI ANNI ‘50
I primi campi hanno prevalentemente una linea di formazione evangelica, particolarmente qualificate sul piano internazionale sono le settimane teologiche. I campisti, circa un migliaio all’anno, sono in maggioranza giovani europei.
GLI ANNI ‘60
Negli anni ’60 l’attività cresce gradualmente e cambia volto perché cambia la tipologia dei partecipanti: aumentano i non credenti attratti dalla linea di ricerca politica, aumentano i cattolici, stimolati dal clima ecumenico scaturito dal Concilio Vaticano II.
I temi sono ancora prevalentemente di carattere teologico, ma progressivamente si inseriscono problematiche legate al lavoro, ai movimenti culturali, al sottosviluppo.
Progressivamente il tema politico diventa il nucleo principale dei campi.
Nel 1961 si organizza il primo incontro Africa-Europa: giovani africani e europei vengono a discutere insieme i loro problemi in un clima di rapidi cambiamenti sociali, politici ed economici.
GLI ANNI ‘70
Gli anni ’70 sono caratterizzati da un generale rinnovamento dei campi esistenti.
Le linee di lavoro sono articolate su tre fronti:
1)il lavoro di formazione delle nuove generazioni
2)riflessione teologica sull’identità della componente cristiana del movimento operaio
3)confronto politico
Si organizzano incontri italo-francesi di operai. Nel 1974 nasce il “campo femminista internazionale”, che proseguirà fino al 1984, trasformandosi poi negli attuali “campi donne”.
GLI ANNI ‘80
In un quadro culturale molto variegato e frammentario, gli anni ’80 si delineano come anni di ricerca sul ruolo di Agape nella mutata situazione culturale e sociale.
Diminuita la componente politica, hanno preso consistenza temi relativi alla soggettività: si sono aperti nuovi filoni di riflessione come il dialogo fra ebrei e cristiani e il campo “fede e omosessualità”, iniziato nel 1980 come luogo di ricerca e riflessione a partire dalla propria identità.
Continua la riflessione sui problemi socio-politici che hanno il loro polo nei campi sulla pace e il disarmo, nei campi sul Terzo Mondo e in quelli sul lavoro e la società italiana.
GLI ANNI ’90
Gli anni 90 si caratterizzano prevalentemente come sviluppo dei temi legati alla soggettività.
Con la prima direzione femminile (91) assumono centralità le questioni legate alla differenza di genere, alla politica delle relazioni, alla ricerca teologica. Accanto ai campi donne e “fede e omosessualità” percorsi molteplici e plurali si aprono con weekend a tema, con riflessioni sull’etica, su donne e macchine, sulla maschilità.
Nel 90 cominciano i campi formazione per le persone che compongono le staff dei campi estivi per bambini ed adolescenti. Molte energie vanno sul progetto pedagogico, si riflette sulle relazioni, sull’educare a libertà in termini di responsabilità, sull’incontro col diverso, sull’incontro con l’Evangelo.
Vi è un ciclo di campi politici internazionali su temi economici e delle politiche del lavoro specie nei tessuti urbani europei; nel 2000 comincia un nuovo filone di riflessione sulla globalizzazione neoliberista, le conseguenze delle sue politiche, i movimenti che vi si contrappongono.
Lo schema tipo del campo verte sempre più su laboratori e lavori esperienziali di gruppo, modalità meno frontali che si accompagnano alla forma più classica di interventi di relatori e dibattito in plenaria. |